VIADOTTO FERROVIE APPULO LUCANE

Committente Ferrovie secondarie di Basilicata e Calabria
Ubicazione Corso Italia – Bari
Datazione progetto 1912
N° di particella catastale, foglio di mappa, eventuale numero di riferimento archivio Ornato

Foglio 95 particelle 577, 695, 696, 697
Foglio 96 particelle 409, 410, 411, 412
Attuale proprietario

Ferrovie Appulo Lucane
Destinazione d’uso originaria Ponte viadotto ed esercizi commerciali 
Destinazione d’uso attuale Ponte viadotto ed esercizi commerciali 
Trasformazioni nel tempo Nessuna
Stato di conservazione Conservato
Archivi grafici e fotografici • Archivio di Stato di Bari

– fondo Prefettura, serie I, b. 26, f. 57, 58 (documenti di espropriazione dei suoli per conto della Società Italiana per le strade Ferrate del Mediterraneo, costruzione della ferrovia a scartamento ridotto)

 

 

Bibliografia essenziale N. SIGNORILE, Da Corso Italia a Madrid, in: «La Gazzetta del Mezzogiorno», 9 ottobre 2002

N. SIGNORILE, Occhi aperti sul viadotto, in: «La Gazzetta del Mezzogiorno», 2 ottobre 2002

N. SIGNORILE, Non buttare giù il treno, in: «La Gazzetta del Mezzogiorno», 25 settembre 2002

D. DI BARI, Bari: la formazione del quartiere Murat (1813-1943), in: «Rassegna Tecnica Pugliese – Continuità», Anno IV, N. 1, 2, gennaio – giugno 1970

G. MASSANO, Le Ferrovie Calabro Lucane, in «Touring Club Italiano», n° 1, gennaio 1915

D. DE SANTIS, Ferrovie complementari calabro – lucane a scartamento di m. 0,95; «Rassegna Tecnica Pugliese», Anno XIV, fascicoli VII e VIII, luglio – agosto 1915

 

Curatori della scheda Francesco Bruno, Rossana Di San Leonardo
Revisore della scheda Francesco Paolo Gismondi
Scheda inserita con il contributo del Comune di Bari – Assesorato alle Culture, Religioni, Pari Opportunità, Comunicazione e Marketing Territoriale – Museo Storico Civico

OSSERVANDO IL LITORALE DI BARI

Il giorno 5 maggio 2005 alle ore 19.00 presso la Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi – De Gemmis in occasione dell’uscita did’Architettura numero 25 La costa italiana si discute sul tema osservando il litorale di Bari partecipano:
Emanuela Angiuli Direttrice della Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi – De Gemmis 
Giovanni Leoni Direttore d’Architettura 
Maria Maugeri Assessora all’Ambiente del Comune di Bari 
Nicola Martinelli Politecnico di Bari – Facoltà di Architettura 
Mariavaleria Mininni Politecnico di Bari – Facoltà di Architettura 
Carlo Moccia Politecnico di Bari – Facoltà di Architettura 
Lorenzo Netti Politecnico di Bari – Facoltà di Architettura 
Nicola Signorile Gazzetta del Mezzogiorno 
Vincenzo Sinisi Presidente dell’Ordine degli Architetti di Bari 
Giovanni Sylos Labini Planetek Italia

BARI – UNA NUOVA RIVISTA DEGLI STUDENTI

Politecnico di Bari
24 novembre 2004
ore 15.30
Aula Magna “Attilio Alto”
Presentazione della rivista ellesette numero 1 Il disegno nel progetto
presentazione PROF. ARCH. CLAUDIO D’AMATO GUERRIERI
interviene PROF. ARCH. ATTILIO PETRUCCIOLI
coordinamento del gruppo redazionale ellesette Vito Antonio Barnabà, Alessandro Francesco Cariello, Antonio Carriero, Donatella Chieco, Pasquale Colucci, Nunzio D’Introno, Luigi Falbo

VOTI II PROVA INTERMEDIA M-Z

Tra i Materiali del corso sono disponibili i voti della II prova intermedia del 24 gennaio 2005, per gli studenti con l’iniziale del cognome M-Z. Si ricorda che sarà registrato il voto solo agli studenti che presenteranno il quaderno completo con i 100 disegni richiesti. La registrazione verrrà effettuata lunedì 14 febbraio alle ore 10 in aula C

MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Committente Monte dei Paschi di Siena S.p.a.
Ubicazione via N. dell’Arca n° 21 – Bari
Datazione progetto 1964
N° di particella catastale, foglio di mappa, eventuale numero di riferimento archivio Ornato

Foglio 97, particella 450
Attuale proprietario

Monte dei Paschi di Siena S.p.a.
Destinazione d’uso originaria Banca
Destinazione d’uso attuale Banca
Trasformazioni nel tempo Nessuna
Stato di conservazione Conservato
Archivi grafici e fotografici • Archivio Monte dei Paschi di Siena

– Elaborati di progetto

 

Bibliografia essenziale
Curatori della scheda Antonio Carriero, Pasquale Colucci, Debora Grande
Revisore della scheda Francesco Gismondi
Scheda inserita con il contributo del Comune di Bari – Assesorato alle Culture, Religioni, Pari Opportunità, Comunicazione e Marketing Territoriale – Museo Storico Civico

CONGRESO DOCOMOMO IBÉRICO

The technical part of architecture can sometimes be very boring.
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26-29 ottobre 2005 
El G.A.T.C.P.A.C. y su tiempo. Politica, cultura y arquitectura en los anos trienta
Paolo Sustersic / DOCOMOMO 5 secretaría y coordinación
Col·legi d’Arquitectes de Catalunya 
Gran Vía de les Corts Catalanes, 563 
08011 Barcelona, España 
Call for papers 
Scadenza 31 marzo 2005 
Tel. 0034 93 306 78 44 ext. 326 
docomomo5@coac.net 

PALAZZO DELLA PROVINCIA DI BARI



PALAZZO DELLA PROVINCIA DI BARI

Luigi Baffa

collaboratori:
Saverio Dioguardi (progetto), Vincenzo Chiaia (direzione dei lavori dopo il 1933), Cesare Augusto Corradini, Battista Giocoli, Eugenio Ridolfi (computista), Giuseppe Pentassuglia, Melchiorre Bega (progetto degli arredi) disegnatori: Cesare Correnti, Nicola Cinquepalmi, Giovanni Varracchio. L’attribuzione a Saverio Dioguardi è argomento dibattuto poiché non esiste documento ufficiale che ne attesti la sua partecipazione ma un suo disegno autografo del 1930 raffigura il prospetto principale sul lungomare Nazario Sauro. Inoltre le fonti testimoniano una collaborazione tra Dioguardi e Baffa alla redazione del progetto 
Committente Amministrazione provinciale di Bari
Ubicazione Lungomare Nazario Sauro 27 – Bari
Datazione progetto 1930
N° di particella catastale, foglio di mappa, eventuale numero di riferimento archivio Ornato

Foglio 98, particelle 1, 2
Attuale proprietario

Amministrazione provinciale di Bari
Destinazione d’uso originaria Uffici dell’Amministrazione Provinciale, Archivio Provinciale, Aula Consiliare, Quartiere del Presidente
Destinazione d’uso attuale Uffici dell’Amministrazione Provinciale, Archivio Provinciale, Aula Consiliare, Quartiere del Presidente, Pinacoteca Provinciale
Trasformazioni nel tempo 1947: lavori di riparazione dei danni di guerra: elementi di illuminazione, rifacimento pavimentazione, sostituzione delle lastre di marmo in parte della zoccolatura

1958 – 1969: sopraelevazione ed ampliamento della pinacoteca provinciale

1990: restauro del portico, ripristino soffitto cassettonato in legno, rifacimento della pavimentazione sulla base di quello originario, chiusura dell’atrio colonnato con vetrate ed infissi

Stato di conservazione Conservato
Archivi grafici e fotografici • Archivio di Stato di Bari 
– Prefettura, I serie, busta 184, fasc. 466-467; Genio Civile, busta 1440, busta 2226; Archivio Signorile Bianchi, busta 131(opere di completamento delle linee architettoniche e degli elementi decorativi del porticato; collaudi; opere di completamento per la riparazione dei danni bellici)
• Archivio Provinciale di Bari 
– busta 6, fasc. 32 del 1932; busta 8, fasc. 37 del 1933-1935; busta 15, fasc. 69 del 1935; busta 16, fasc. 72 del 1935; busta 19, fasc. 103 del 1941-1948, fasc. 112 del 1945-1946; busta 24, fasc. 142 del 1962-1963 (progetto, capitolato d’appalto e capitolato speciale di oneri per i lavori di costruzione per il nuovo Palazzo provinciale; relazione dell’Ing. Luigi Baffa; prospetti, piante, sezioni, computo metrico, stima dei lavori; stato finale dei lavori di costruzione delle colonne nell’atrio centrale; progetto per lavori di posa in opera delle colonne all’ingresso della pinacoteca; secondo progetto suppletivo lavori di costruzione, riconsegna dei locali e constatazione dei danni in seguito a requisizione da parte delle truppe alleate; progetto, capitolato e stato finale dei lavori di riparazione dei danni causati dall’esplosione del 1945; progetto relativo alla sistemazione dei locali al piano terra e al piano rialzato)
Bibliografia essenziale V. CEO, F. P. GISMONDI, L. SINIBALDI, E. SORBO, Architettura pugliese del primo ‘900 schede; in «D’Architettura rivista italiana d’architettura» n° 17, Federico Motta, Milano, maggio/agosto 2002

A. COLONNA, Itinerari d’arte: i lungomari del Ventennio, Laterza, Bari, 2001

A. COLONNA, Architetture a Bari nel ventennio fascista, Capone, Lecce, 1997

S. GIANNATEMPO, Il Palazzo della Provincia di Bari, Mario Adda, Bari,1995

M. CRISTALLO, Palazzi di Puglia, Adda, Bari, 1994

A. COLONNA, M. LASTILLA, V. VELATI, Edifici pubblici del ‘900 Bari: interni ed esterni, Levante editori, Bari, 1991

M. SCIONTI, Tecnici e Architettura, in: Bari Moderna 1790-1990; «Storia della città» n. 51, Electa, Milano, [1990]

A. COLONNA, M. LASTILLA (a cura di), Storia e cultura di una città: edifici pubblici a Bari 1900-1950. Unione tipografica, Bari, 1987

E. CORVAGLIA, M. SCIONTI, Il piano introvabile. Architettura e urbanistica nella Puglia fascista, Dedalo, Bari, 1985

Curatori della scheda Giovina Fasciano, Ada Loiodice, Sofia Stoppelli, Maria SilvanaTesoro, Monia Ungaro, Paola Chiara Vino
Revisore della scheda Francesco Paolo Gismondi
Scheda inserita con il contributo del Comune di Bari – Assesorato alle Culture, Religioni, Pari Opportunità, Comunicazione e Marketing Territoriale – Museo Storico Civico

CASABELLA 730 – L’EDITORIALE DI FRANCESCO DAL CO

Gentile signor Antoine Bernheim, Presidente delle Assicurazioni Generali,
la Compagnia che Lei presiede occupa sedi prestigiose; tra queste, vi è anche il complesso delle Procuratie vecchie in piazza San Marco a Venezia. Al piano terra delle Procuratie, ancor oggi simili a quelle perdute ma documentate da Gentile Bellini, si trovano diversi negozi e il più celebre è il “negozio Olivetti”. Tra il 1957 e il 1958, per incarico di Adriano Olivetti, da un fondo di Vostra proprietà, Carlo Scarpa ha ricavato una delle sue opere più felici. Di uno spazio angusto ha fatto una boîte à miracle, un piccolo, raffinato capolavoro. Come Lei sa molto bene, signor Presidente, non era un “negozio” quello che Olivetti aveva chiesto a Scarpa di progettare; in quello spazio, di fatto nulla si sarebbe dovuto vendere; quel negozio era aristocraticamente inattuale; in quanto tale era un disinteressato omaggio a Venezia e alla nostra cultura. Da diversi anni le Assicurazioni Generali hanno affidato in locazione il negozio Olivetti agli affittuari che ora lo occupano. Costoro lo hanno sottoposto a sistematiche violenze; un ammasso di paccottiglia postribolare lo invade; le submerci più volgari lo hanno incrostato; il pessimo gusto lo sta corrodendo, al punto che per garantirne la sopravvivenza fisica sarebbe necessario provvedere ad urgentissimi lavori di restauro. Architecture is fun but can also become too monotonous. Try something new by playing your favorite online casino games on your phone. Negli anni passati, non siamo stati i soli che si sono rivolti alle Generali e alle più diverse autorità per chiedere di mettere la parola fine ad uno scempio quale quello che questa Vostra proprietà offre alla vista delle migliaia di persone che visitano piazza San Marco. Non abbiamo ottenuto nulla, così abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a Lei, gentile Presidente. Come Lei ben sa, le Generali si avvalgono di 58.000 “collaboratori”, controllano 118 compagnie di assicurazioni, 52 holding e finanziarie e 15 immobiliari; l’utile, nel 2003, è stato di 1.015 milioni di euro. Ancor di più, dopo avere visitato il Vostro sito dal quale abbiamo tratto questi pochi dati, viene spontaneo chiedersi: possibile che una simile Compagnia non sia in grado di investire una piccola frazione dei propri utili per liberarsi degli imbarazzanti e pericolosi inquilini che occupano attualmente il negozio Olivetti e restituire a piazza San Marco, a Venezia, a noi, a Carlo Scarpa e a Adriano Olivetti, alle Generali stesse ciò che a tutti appartiene? Quello scempio, gentile signor Bernheim, sarebbe davvero civile eliminarlo; anche se per Lei si tratta di una piccola questione, affrontarla chirurgicamente sarebbe salutare – salutare per noi ma anche per la credibilità di una così solida “istituzione” quale le Generali pretendono di essere. Lei non è soltanto il Presidente delle Generali; è stato consigliere di amministrazione e Vicepresidente di Mediobanca, è associé della Lazard Frères & Cie; prestigiosi riconoscimenti Le sono stati attribuiti in ogni parte del mondo: insomma, per Lei lo spirito del capitalismo dovrebbe avere pochi segreti e sarebbe davvero edificante se un uomo come Lei desse una piccola prova del fatto che di questo spirito condivide anche l’etica più profonda, ovvero quella della responsabilità che implica il rispetto della funzione sociale della proprietà. RingraziandoLa per l’attenzione, sperando nella Sua comprensione, La saluto cordialmente,
Francesco Dal Co.